Manuel De Falla in Argentina: Gli Anni Finali tra Cordoba e Sierra Pampeana

Di : Lorenzo Dalmoro

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Contrario al franchismo e al fascismo, malvisto dal governo pur essendo riconosciuto come il massimo esponente musicale della penisola iberica, Manuel de Falla lasciò la sua Andalusia per rifugiarsi nella fervente e “rivoluzionaria” Córdoba argentina. Questa città, rivale di Rosario in termini di dimensioni e importanza subito dopo la Capitale Federale, è stata teatro nel 1918 del movimento che portò alla prima riforma universitaria del continente. De Falla visse qui per sette anni, fino alla sua morte nel 1946, nei pressi della Sierra Pampeana ad Alta Gracia, luogo che ironicamente vide anche la nascita di Che Guevara.

Oltre ad essere commemorato con un busto nel Parco Sarmiento, la casa di Alta Gracia dove visse è oggi un museo molto visitato. Inoltre, il suo ricordo è quotidianamente celebrato nel centro culturale a lui dedicato all’interno del Parco Sarmiento, dove la musica è protagonista. Il Centro Culturale Manuel de Falla, inaugurato nel 2000, concentra attività e progetti musicali e di danza. Al suo interno si trovano l’Accademia Municipale di Musica Alfredo Nihoul e i complessi artistici comunali, gestiti dalla Direzione dei Complessi Permanenti. Il centro, noto come “El Falla”, organizza anche corsi, seminari e workshop aperti alla comunità.

Nel Parco Sarmiento, vero polmone verde di Córdoba, detta “la dotta”, non è raro assistere a esibizioni spontanee di studenti di musica all’aperto, che suonano tra gli alberi di un parco progettato dal paesaggista Charles Thays. Qui si trova anche il giardino della memoria, dedicato ai desaparecidos, con una installazione di sedie vuote simile a quella di Cracovia, e dedicato a Domingo Faustín Sarmiento, il presidente argentino che fondò a Córdoba la prima Esposizione di Artes Y Productos Nacionales nel 1871, l’Accademia Nazionale delle Scienze e l’Osservatorio Astronomico, ancora oggi importante riferimento per le previsioni meteorologiche.

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Se Buenos Aires può essere un enigma, Córdoba si offre come una soluzione chiara. La città, sebbene abbia un decimo degli abitanti della capitale federale, possiede il centro storico più importante dell’Argentina. Córdoba è nota per la sua doppia anima: da una parte conservatrice e tradizionalista, dall’altra laica, progressista e rivoluzionaria, ma mai peronista, a differenza della provincia. Qui il musicista avrebbe disapprovato la figura emergente di Milei, noto per le sue posizioni estreme.

I dintorni della città sono caratterizzati dalle Sierras Pampeanas, una catena montuosa che spesso supera i tremila metri, con vallate ampie, fiumi, torrenti, deserti e saline. Alta Gracia, a soli 18 chilometri dal centro, è un luogo storico dove Manuel de Falla trovò rifugio durante la guerra civile spagnola e compose il famoso Sonetto a Córdoba.

Il Museo Manuel de Falla ad Alta Gracia conserva oggetti personali del musicista, tra cui due pianoforti, mobili, partiture e fotografie, offrendo uno sguardo intimo sulla sua vita e ispirazione creativa. Il museo, aperto tutti i giorni, richiede circa un’ora per la visita. Oltre a Falla, Alta Gracia è anche un luogo di pellegrinaggio per i fan di Che Guevara e ospita la chiesa-estancia-missione dei Gesuiti, ora trasformata in casa museo del Virrey Liniers.

Falla, riconosciuto a livello internazionale, fu accolto a Buenos Aires nel 1939 con grande ammirazione. A Buenos Aires si trova anche il Conservatorio Superiore di Musica Manuel de Falla, fondamentale per l’educazione musicale della città e unico istituto ufficiale in Argentina a portare il nome di un compositore straniero.

INFO

– cultura.cordoba.gob.ar/

– visitcordoba.ar

– altagracia.ar

ARRIVARE

Da Buenos Aires, collegamenti aerei e terrestri frequenti portano a Córdoba, con voli che arrivano all’Internacional Taravella. All’interno della città, i trasporti includono taxi e autobus con smartcard Sube.

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MANGIARE E DORMIRE

Il Windsor – Tower offre un ambiente in stile inglese, mentre nel quartiere di Nueva Córdoba si trova La Alameda, apprezzato per l’arredamento e l’atmosfera accogliente.

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