Piemonte dal Vivo: Primo Circuito Multidisciplinare d’Italia! Chiarelli esalta i teatri dei piccoli comuni.

Di : Teodoro Montani

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Un riconoscimento storico dal Ministero della Cultura e un inizio 2026 tra innovazione e grandi artisti

Piemonte dal Vivo ha ottenuto per la prima volta il riconoscimento come leader nazionale tra i Circuiti multidisciplinari dello spettacolo dal vivo. Nel triennio 2025–2027, il Ministero della Cultura ha assegnato alla Fondazione il primo posto nel ranking del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, raggiungendo un punteggio di 80,92. Questo posizionamento sottolinea l’efficienza, la qualità e la vasta adozione delle pratiche della Fondazione a livello nazionale.

Con l’avvio di questo nuovo ciclo triennale, la Commissione Prosa del Ministero della Cultura ha elogiato il Circuito Regionale del Piemonte per la sua qualità, efficienza e l’efficacia delle sue iniziative in tutto il territorio italiano“, ha affermato Alessandro Voglino, presidente della Commissione Prosa. “Riteniamo che sia un esempio da seguire: i circuiti rappresentano un mezzo fondamentale per estendere le stagioni teatrali, vivacizzare gli spettacoli e espandere i luoghi di esibizione, che rappresentano le grandi sfide attuali e future per il teatro in Italia“.

Questo premio arriva in un periodo di significativa crescita per la Fondazione. “Ho assunto la presidenza in un momento di notevole evoluzione per Piemonte dal Vivo – ha commentato Manuela Lamberti, presidente della Fondazione –. Il nostro circuito ha saputo cogliere le sfide del nostro tempo, esplorando nuove forme artistiche e percorsi di sviluppo inediti. L’innovazione tecnologica ci spinge oggi a pensare in termini di transdisciplinarietà, mantenendo al centro la persona e rispondendo alle grandi trasformazioni che stiamo vivendo“.

I risultati ottenuti sono in linea con il Programma Triennale della Cultura della regione, traducendo in azioni concrete nei teatri, nei comuni e nelle comunità la visione strategica del ruolo della cultura come motore di sviluppo sostenibile, inclusione e benessere locale.

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Piemonte dal Vivo non è solo un Circuito, ma una vera e propria infrastruttura culturale che cresce insieme ai suoi territori – ha evidenziato l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli. Rappresenta la voce dei teatri dei piccoli comuni, lo stupore dei giovani di fronte a uno spettacolo, l’emozione che unisce diverse generazioni. Portare teatro, musica, danza e nuove espressioni artistiche in oltre 70 comuni significa consolidare un’idea di cultura accessibile, diffusa e inclusiva“.

Tre linee guida per il triennio 2025–2027

Per il prossimo triennio, Piemonte dal Vivo pianifica le sue attività seguendo tre direttrici principali. La prima consiste nelle 30 stagioni comunali multidisciplinari, organizzate in collaborazione con gli enti locali, che variano dal grande repertorio alle opere più innovative, con un totale di circa 300 rappresentazioni per stagione.

Il secondo pilastro è il progetto Corto Circuito, focalizzato sugli spazi rigenerati e sulle nuove comunità culturali. Include 20 enti di promozione teatrale attivi in 26 comuni, di cui 14 piccoli borghi, con circa 180 rappresentazioni per stagione. Si tratta di un laboratorio capillare dove le compagnie possono sperimentare costantemente, promuovendo innovazione artistica e coesione sociale.

La terza direzione è dedicata alle Nuove Generazioni, un settore chiave per la Fondazione: spettacoli, formazione e percorsi partecipativi in collaborazione con scuole e famiglie, con un focus crescente sul pubblico adolescente. Tra i progetti, Playtime. Esercizi per un futuro possibile per le scuole secondarie, i cui risultati iniziali saranno pubblicati nel libro Educare alla Bellezza, presto disponibile per Franco Angeli.

Secondo i dati iniziali del 2025, Piemonte dal Vivo ha programmato circa 900 spettacoli tra prosa, danza, musica e circo contemporaneo, coprendo 73 comuni in 8 province e attivando una rete di 156 spazi tra teatri, location non convenzionali e siti culturali, con un’attenzione particolare alle aree interne e ai comuni con meno di 5.000 abitanti.

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Gennaio 2026: l’inizio vibrante

Il 2026 inizia con un programma di gennaio che riflette pienamente l’identità di Piemonte dal Vivo come “il più grande palcoscenico d’Italia”, unendo grandi talenti, ricerca contemporanea e teatro diffuso.

Tra le presenze più attese c’è Paolo Kessisoglu, che il 9 gennaio sarà al Teatrino Civico di Chivasso e il 10 gennaio al Teatro Cantoregi di Carignano con Sfìdati di me, uno spettacolo personale e ironico sul rapporto padre-figlio. A Carignano, il 25 gennaio, prende il via lo spettacolo di danza Questo lavoro sull’arancia di Marco Chenevier e Alessia Pinto, parte della rassegna We Speak Dance.

Il Teatro Sociale di Pinerolo presenta una serie di eventi molto attesi: l’11 gennaio Il giuoco delle parti in versione Pirandello Pulp (Maurizio VI), con Massimo Dapporto e Fabio Troiano, una reinterpretazione moderna e provocatoria del classico; il 21 gennaio il capolavoro di Yasmina Reza, Le Dieu du carnage, diretto da Antonio Zavatteri; e il 29 gennaio Matteotti (Anatomia di un fascismo), con Ottavia Piccolo e l’Orchestra Multietnica di Arezzo, un potente ritratto civile che mescola teatro e musica.

Al Teatro Magnetti di Ciriè, il 15 gennaio, Stavamo meglio quando stavamo peggio? con Stefano Masciarelli offre un viaggio nostalgico tra gli anni Sessanta e Settanta, tra ricordi, ironia e canzoni di Alberto Sordi. Sul tema della felicità e dell’infelicità si focalizza anche L’arte di rendersi infelici, in scena il 16 gennaio al Teatro San Carlo di Casalborgone, diretto da Domenico Castaldo.

Il 17 gennaio presenta alcune delle proposte più originali del mese: al Teatro Selve di Vigone va in scena Buffoni all’inferno di Marco Zoppello, una produzione Stivalaccio Teatro, un viaggio grottesco e visionario negli inferi; mentre al Teatro Bertagnolio di Chiaverano Trent’anni di grano del Teatro delle Ariette trasforma il palco in un’esperienza conviviale, con quaranta spettatori seduti attorno a un grande tavolo a U.

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A Pianezza, il 22 gennaio, il Salone San Pancrazio ospita Sergio di e con Francesca Sarteanesi, uno spettacolo che si intreccia a una lezione di scrittura creativa, tra narrazione intima e dialogo con il pubblico. Il 30 gennaio al Teatro Tullio Pinelli di Cuorgnè arriva Shakespearology della compagnia Sotterraneo, mentre il 31 gennaio la Sala grande di LanzoIncontra, a Fiano, accoglie Teatro naturale? Io, il cous cous e Albert Camus, un ironico viaggio tra filosofia, identità e cibo.

Teatro per famiglie

Grande attenzione è dedicata anche al Teatro per Famiglie: il 18 gennaio al Teatrino Civico di Chivasso va in scena Scimmiotto e Tripitaka di Giordano V. Amato, liberamente ispirato a un classico della letteratura cinese; il 24 gennaio al Teatro Magnetti di Ciriè Cenerentola 301 reinventa la fiaba con l’arte dei burattini; mentre il 25 gennaio al Teatro Selve di Vigone Lo scienziato nel cilindro di e con Andrea Vico guida i più giovani in un’esplorazione giocosa e educativa del mondo della chimica.

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