Scandalo Sanitario: Medici Radiati Sorpresi a Lavorare Ancora!

Di : Lorenzo Dalmoro

Condividi con i tuoi amici!

Nel corso della ratifica del decreto-legge numero 25 del 2025, avvenuta la scorsa settimana alla Camera dei Deputati, è stato approvato un emendamento significativo che prevede l’istituzione di una nuova commissione incaricata di una missione tanto ardua quanto attesa: risolvere la questione dei numerosi procedimenti disciplinari non ancora trattati, accumulatisi negli ultimi anni nei confronti di diversi medici. La persistenza di queste pendenze, denunciata ripetutamente dalla federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha permesso a molti professionisti, nonostante le sanzioni in sospeso come la sospensione o addirittura la radiazione, di continuare la loro attività negli ospedali e negli ambulatori.

In dettaglio, la nuova commissione opererà come una “sezione speciale” all’interno della commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, abbreviata in CCEPS. Questa sezione avrà il compito specifico di eliminare l’arretrato di casi accumulati nel tempo. Secondo le ultime statistiche rilasciate dal ministero della Salute, attualmente ci sono 896 ricorsi in sospeso, di cui oltre 600 accumulati tra il 2017 e il 2022, inclusi 64 casi di radiazione, la sanzione più severa prevista dagli Ordini.

I procedimenti disciplinari vengono avviati con una segnalazione agli Ordini provinciali di possibile violazione del codice deontologico. Le infrazioni tipicamente includono errori medici e giudizi errati, ma possono anche derivare da condanne penali per atti che non implicano direttamente l’esercizio professionale. Negli anni recenti, gli Ordini provinciali hanno aperto numerosi procedimenti contro medici che hanno rifiutato la vaccinazione contro il Covid o che hanno sconsigliato l’immunizzazione.

Nella fase iniziale, le sanzioni sono determinate dalle commissioni disciplinari degli Ordini provinciali dopo varie udienze, durante le quali l’imputato può presentare documentazione a sua difesa e essere assistito da un avvocato. La sanzione disciplinare più mite consiste in un avvertimento, seguita dalla censura, che esprime disapprovazione per il comportamento del medico. Successivamente, vi è la sospensione, di natura temporanea, e nei casi più gravi, la radiazione, che è permanente.

Leggi anche  Furto spettacolare di catalizzatori: la banda mira ai metalli preziosi!

Entro 30 giorni dalla ricezione della sanzione, i medici hanno la possibilità di appellarsi alla CCEPS. La legge stabilisce che tale appello sospenda l’efficacia del provvedimento, permettendo così ai medici di continuare la loro attività fino alla decisione finale della commissione.

Se le cose procedessero come previsto dalla normativa i problemi sarebbero contenuti. Tuttavia, negli ultimi anni la commissione si è riunita raramente a causa principalmente della mancanza di un presidente e di componenti. Tra il 2018 e il 2020 il ministero della Salute non ha rinnovato le cariche, e successivamente la pandemia ha interrotto le udienze fino al 2021. Nel 2022 è stata nominata presidente Elena Stanizzi, che si è dimessa all’inizio del 2023; il suo successore Antonio Pasca ha preso servizio nel giugno del 2023 e si è dimesso nell’agosto del 2024; la nuova presidente Valeria Vaccaro è stata nominata nel febbraio del 2025, sei mesi dopo le dimissioni di Pasca. Inoltre, la commissione dispone solo di due impiegati amministrativi, oberati da centinaia di fascicoli.

La sezione speciale istituita con la legge recentemente approvata dalla Camera – e in attesa di conferma al Senato, dove è prevista un’approvazione senza intoppi – dovrà elaborare rapidamente i procedimenti pendenti al 31 dicembre 2024. Sarà costituita da un presidente scelto tra i consiglieri di Stato, oltre a quattro rappresentanti nominati dagli Ordini delle professioni sanitarie. Non sono previsti né compensi né gettoni di presenza per la partecipazione a udienze o riunioni.

Nel testo finale del decreto si specifica anche che entro 30 giorni dall’approvazione definitiva, il ministero dovrà presentare una riforma complessiva della commissione. La proposta del ministero mira a semplificare notevolmente le procedure per giungere a una decisione definitiva. Include altresì un elemento controverso, ovvero la disposizione che rende immediatamente esecutive le sanzioni degli Ordini provinciali anche in attesa del ricorso alla CCEPS. Questo eliminerebbe il problema della presenza nei reparti di medici successivamente sospesi o radiati, ma potrebbe penalizzare i professionisti che vengono poi assolti in appello.

Leggi anche  Airbnb nei Territori Occupati: Bolognesi a 'colosso', "Rifiutiamo la complicità"

Articoli simili

Valuta questo articolo
Condividi con i tuoi amici!

Lascia un commento

Share to...