Stile Margherita: un nuovo nome e una nuova identità per questo webzine

Stile Margherita, non più Moda a Colazione. Ho passato mesi a riflettere se cambiare o meno il nome di questo webzine. Che in realtà, nel tempo, era già cambiato.

Nel 2013, quando è nato modaacolazione.com, lavoravo come giornalista in un quotidiano nazionale, ma, scrivendo per un magazine cartaceo, sentivo la necessità di un spazio online. Di un mio spazio online. Così aprii il blog, un blog di moda e bellezza visto che, come editor, mi occupavo già di quei settori. Negli anni, però, sentendo la necessità di “tornare alle origini” e di scrivere non solo ciò che il mercato richiedeva, ho iniziato a trasformare il blog in un webzine, dandogli una linea editoriale diversa, più vicina alla mia formazione artistico-culturale.

Ecco, allora, gli acquerelli della categoria Watercolor creati in collaborazione con mio babbo, Alessandro Tizzi, realizzati per aziende o per arricchire i contenuti, e tutte le illustrazioni che aprono ogni categoria del webzine. Ecco i post sulle Storie di grandi invenzioni, quelli sui Viaggi (meglio se votati all’arte e alla cultura, di cui pure nel webzine si parla), quelli sui prodotti per tornare a una scrittura manuale (categoria Libri&Scrittura) e, certo, gli articoli di Moda e Bellezza, ma riferiti a una moda e una bellezza più vicine all’arte e all’artigianato, o di cui parlare perché “hanno fatto la storia”. Poi c’è il Made in Italy, il bello e ben fatto italiano, che d’ora in avanti tenderò a mettere al primo posto.

Questa linea editoriale, che sembrava andare contro la corsa ai “click”, è stata invece premiata da Google, che, a fine del 2019, ha designato il blog come organizzazione giornalistica europea, in base alla definizione della Direttiva UE 2019/790 sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale. E le visite sono cresciute.

Perché Stile Margherita

A questo punto, vi chiederete: perché Stile Margherita e non adottare un nome più consono alla linea editoriale? Può sembrare un riferimento autobiografico, ma non lo è.

Stile Margherita fa riferimento alla stagione pre-Liberty italiana. A fine Ottocento, la presenza della regina Margherita a Monza condusse a un’eccitata proliferazione di ornati floreali ispirati ai modelli inglesi e alle decorazioni di origine gotico-preraffaellita, specie nelle villette che contornano il parco, dunque la Villa Reale. Da ferri, cemento e vetrate fiorivano, più che altrove, margherite, isolate o a mazzi, quasi come motivo identitario e celebrativo della grazia di un mondo non ancora manipolato dal vorticoso moto industriale. Fu uno stile elegante, vario e gioioso, inventato al di fuori dei contesti colti, da artigiani (i “poeti dell’ornato”) e commercianti.

Da qui il motivo di chiamarsi Stile Margherita. E il webzine, come il “margheritismo”, vero e proprio culto di una regina che seppe dare un decisivo contributo alla costruzione della dimensione nazionale, guarderà a ogni ambito della vita, dunque al lifestyle, purché da un punto di vista storico, artistico e artigianale.

Sullo Stile Margherita, consiglio il libro del 2016 edito dal comune di Monza, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. La foto qui sopra.

Margherita Tizzi

In questi ultimi anni all’arrembaggio l’amore di Margherita per il giornalismo embedded è cresciuto e maturato. Resta il suo sogno – accanto a quello (nel cassetto) di diventare una maestra di sci e di trasformare l’Italia in un paese consapevole dei tesori che conserva. E’ il babbo pittore, infatti, che le ha trasmesso l’amore incondizionato per l’arte e il design...

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