Tram via Ugo Bassi, crepe e vibrazioni agli edifici: esposto denuncia i rischi

Di : Lorenzo Dalmoro

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Bologna, 26 marzo 2026 — Un esposto ai carabinieri e un dossier tecnico di oltre cinquanta pagine: con questa mossa Confabitare mette sotto accusa i cantieri del tram cittadino, denunciando difetti esecutivi, rischi per la viabilità e possibili ricadute economiche sugli immobili. La protesta arriva a poche settimane dalla chiusura dei lavori della Linea Rossa e prima del collaudo: un momento in cui le criticità segnalate potrebbero tradursi in problemi concreti per residenti e commercianti.

Che cosa contiene il dossier

Il fascicolo consegnato dai proprietari immobiliari elenca 170 osservazioni tecniche e documenta criticità con fotografie e rilievi puntuali. Tra le segnalazioni emergono difetti nelle pavimentazioni, materiali non conformi e carenze nel sistema di smorzamento delle vibrazioni.

  • Sicurezza della circolazione: tensioni sulla gestione del traffico e difficoltà per i mezzi di emergenza;
  • Impatto sugli edifici: crepe e possibili danni a palazzi storici a causa delle vibrazioni;
  • Questioni tecniche: lesioni nella massicciata, giunti mal posizionati e fessurazioni del conglomerato;
  • Conseguenze economiche: rischio di svalutazione degli immobili e aumento dei costi di manutenzione;
  • Controlli e trasparenza: richiesta di verifiche indipendenti sulla qualità delle lavorazioni.

Il quadro, spiega il dossier, non è confinato a un singolo tratto ma riguarda più cantieri, con esempi concreti in via Ugo Bassi e via Indipendenza. I tecnici che hanno compilato il materiale chiedono ispezioni puntuali prima dell’ingresso in esercizio.

Le ragioni dell’esposto

Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare, chiede spiegazioni precise sull’impiego dei fondi pubblici e sulla corretta esecuzione dei lavori. “I cittadini devono conoscere i rischi reali e ricevere garanzie di sicurità“, ha dichiarato, insistendo sulla necessità di una maggiore trasparenza verso proprietari e commercianti colpiti dai cantieri.

Ha inoltre annunciato l’istituzione di un numero verde per segnalazioni da parte dei bolognesi, strumento che l’associazione intende usare per raccogliere testimonianze e documentazione sui disagi provocati dalle opere.

Nello stesso esposto è citato anche l’intervento dei carabinieri in relazione a controlli sul cantiere: in passato le forze dell’ordine avevano individuato lavoratori in nero in alcune aree, circostanza che ha motivato la scelta di presentare la denuncia proprio ai militari.

Il nodo di via San Felice e il passaggio in centro

Un punto sensibile riguarda il tratto di via San Felice tra via Riva Reno e piazza Malpighi, dove la conformazione della strada e il posizionamento dei binari rendono il transito automobilistico praticamente impossibile. Zanni e i tecnici temono che il passaggio ripetuto di tram pesanti su corsie così strette possa amplificare gli effetti delle vibrazioni e danneggiare le facciate storiche adiacenti.

Se i lavori non fossero stati eseguiti secondo standard adeguati, osservano gli autori del dossier, il rischio è di manifestazioni strutturali già nei primi anni di esercizio.

Aspetti tecnici: le osservazioni dell’architetto

L’architetto Gianvico Pirazzini, consulente per Confabitare, ha puntato l’attenzione sui fenomeni vibratori e sulle possibili conseguenze degli scavi in aree con presenze archeologiche. “Le vibrazioni possono accelerare il degrado degli edifici storici e compromettere elementi lapidei e intonaci”, ha spiegato, invitando a controlli geotecnici aggiuntivi.

Pirazzini ha segnalato, in un tratto di circa 450 metri in via Ugo Bassi, la presenza di più crepe trasversali e longitudinali, tombini con intorno il conglomerato incrinato e porzioni di materiale che si sono staccate. Sono dati che, secondo i tecnici, vanno interpretati con attenzione prima di procedere al collaudo.

Breve nota personale: lo stesso Pirazzini ha raccontato di essere rimasto vittima di una caduta su una rotaia, episodio che avrebbe comportato un ricovero al Maggiore e altri casi analoghi segnalati da cittadini.

Prossime tappe e implicazioni per la città

I cantieri della Linea Rossa dovrebbero concludersi tra giugno e luglio; seguirà la fase di collaudo del mezzo. È questo il motivo per cui le contestazioni arrivano ora: se le criticità riscontrate non saranno risolte prima della messa in esercizio, i costi e i disagi potrebbero manifestarsi immediatamente.

  • Tempistica: completamento lavori previsto per l’estate, collaudo successivo;
  • Possibili effetti: aumenti della manutenzione, limitazioni alla viabilità, potenziali richieste di risarcimento da parte dei proprietari;
  • Azioni richieste: verifiche indipendenti, rilievi geotecnici approfonditi e pubblicazione dei verbali di controllo.

La vicenda apre un tema più ampio sulla gestione delle opere pubbliche in centro storico: qualità esecutiva, tutela del patrimonio e responsabilità degli enti appaltanti sono ora al centro del dibattito.

Confabitare chiede risposte e controlli immediati; l’amministrazione cittadina dovrà ora valutare se avviare verifiche supplementari prima che il tram entri in servizio.

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