A cinquant’anni dal terremoto che nel 1976 segnò profondamente il Friuli, le commemorazioni si sono svolte simultaneamente in molte città del mondo: dalla Little Italy di New York alle comunità dell’America Latina e dell’Australia, fino ai luoghi della vecchia Europa. Oggi la ricorrenza parla soprattutto di identità condivisa e di memoria viva, elementi che continuano a compattare una diaspora sparsa sui cinque continenti.
Non è solo un rito di dolore: è un richiamo alla continuità culturale. Là dove vivono emigrati friulani, la tragedia di mezzo secolo fa è diventata parte della loro storia collettiva, celebrata con funzioni religiose, bandiere e momenti pubblici che riportano quella vicenda nelle vie e nelle piazze delle comunità estere.
La Messa nella chiesa della Little Italy di Manhattan è stata tra gli appuntamenti più visibili. Organizzata dall’Eraple (Ente Regionale per i Lavoratori Emigranti), la celebrazione ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali e rappresentanti della collettività locale, mentre sull’altare è stata mostrata la bandiera del Friuli, simbolo di appartenenza e memoria.
Il rito, officiato da don Luigi Puntarulo, ha ricreato per un’ora l’atmosfera di casa per molti anziani friulani e per i loro discendenti. Presenti al momento istituzionale: il direttore dell’Eraple, Cesare Costantini, la Vice Console Marta Mammana del Consolato Generale d’Italia a New York, il Colonnello Luca Vitali in rappresentanza militare presso la Rappresentanza italiana all’ONU, Marco Midolo primo consigliere dell’Ambasciata italiana all’ONU, e Robert Filippi, presidente della Famee Furlane di New York.
Chi ha partecipato racconta di una commozione raccolta: occhi lucidi, foto di gruppo davanti alla bandiera e conversazioni sulle tracce lasciate da quella notte. Per molti non è stato solo un ricordo storico, ma la riaffermazione di un legame che supera distanza e tempo.
Commemorazioni nel mondo
Gli eventi del cinquantesimo si sono svolti con modalità diverse a seconda dei contesti: messe, raduni, esposizione del tricolore regionale e momenti di riflessione civile. Qui sotto una sintesi delle località coinvolte e del tipo d’iniziativa.
| Continente | Esempi di città | Tipologia di evento |
|---|---|---|
| Nord America | New York (Little Italy) | Messa, spiegazione della bandiera del Friuli, raduno comunitario |
| Sud America | Buenos Aires | Ritrovi di comunità e commemorazioni civili |
| Oceania | Sydney e altre città australiane | Funzioni religiose e incontri culturali |
| Europa | Più località | Piazze e cerimonie istituzionali |
Queste iniziative mostrano come la memoria di Gemona e delle altre località colpite non sia confinata al territorio: diventa invece un collante sociale per chi vive lontano dall’Italia.
Perché importa oggi
La ricorrenza serve a più scopi contemporaneamente. In primo luogo ricorda le vittime e le ferite lasciate dal sisma; in secondo luogo riafferma l’importanza della solidarietà e della capacità di ricostruzione, lezioni che restano attuali in un’epoca di mobilità e crisi ambientali.
- Trasmissione generazionale: le cerimonie aiutano a trasmettere memoria e tradizioni ai più giovani nati all’estero.
- Coesione comunitaria: la partecipazione rituale rafforza reti sociali nelle città di emigrazione.
- Lezione pubblica: il ricordo del ’76 richiama l’attenzione sulle politiche di prevenzione e resilienza territoriale.
In diverse piazze del mondo, chi ha acceso una candela o esposto la bandiera ha voluto dire che l’appartenenza non si dissolve con il passaporto. Per la diaspora friulana, la commemorazione resta un’occasione per rinnovare legami: con la terra d’origine, tra familiari e tra associazioni che mantengono viva la lingua e le pratiche culturali.
Il cinquantesimo anniversario del terremoto non è dunque soltanto un momento di lutto: è la conferma che la memoria può trasformarsi in identità vivente, capace di riannodare reti intercontinentali e di ricordare a tutti l’importanza di salvaguardare il patrimonio umano e materiale davanti alle calamità.
Articoli simili
- Toni Capuozzo: il 6 maggio del Friuli rivive nel nuovo libro
- Ministro Mazzi a Redipuglia: invoca rinunce per difendere la libertà
- Terremoto: 300 scosse, i pompieri svelano l’esperienza nel nuovo libro
- Lussemburgo: Orcolat entra in scena con Fogolar e il Consiglio
- Udine: il terremoto torna protagonista, testimonianze e memoria in piazza

Marcelina è una giornalista curiosa e sensibile, appassionata d’arte e cultura. Analizza le tendenze attuali con parole semplici e accessibili. Il suo stile accogliente e informativo guida i lettori nel mondo affascinante della moda, mettendo in luce le influenze storiche e le creazioni contemporanee.




