Amsterdam 750 anni: 48 ore nella città del Secolo d’Oro!

Di : Lorenzo Dalmoro

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Il 21 giugno, Amsterdam ha festeggiato il suo 750esimo anniversario bloccando il traffico automobilistico su 15 km di strade periferiche, trasformando la città in un grande palcoscenico festivo, con cittadini che si sono riversati tra le vie e le piazze al ritmo di musica e varietà di spettacoli.

La storia di Amsterdam risale al 1275, anno in cui un piccolo villaggio di pescatori emerse attorno al fiume Amstel. Tuttavia, il XVII secolo rappresentò il cosiddetto Secolo d’Oro per la città. Originariamente popolata da meno di 50.000 persone, nel Cinquecento vide l’arrivo degli ebrei sefarditi, in fuga dall’Inquisizione in Spagna e Portogallo, i quali portarono con sé reti commerciali sviluppate nel Mediterraneo. A questi seguirono gli askenaziti, provenienti dalla Germania e dalla Polonia, che insieme ai sefarditi fondarono il quartiere ebraico, oggi noto come l’area di Waterlooplein, ancora famosa per il suo mercato di antiquariato e oggetti usati. Fu l’inizio di un’espansione commerciale che vide navi olandesi navigare dal Baltico al Mediterraneo, scambiando merci con Russia, Italia, Danimarca e Spagna. Sorsero le compagnie delle Indie Occidentali e Orientali, che stabilirono basi commerciali in Africa Occidentale, Sud Africa, Ceylon, India, Indonesia, Giappone, Brasile e nelle Antille, commerciando spezie, legname, tessuti e schiavi. E fu lungo le rive del fiume che oggi porta il suo nome che, nel 1609, Henry Hudson fondò New Amsterdam, oggi conosciuta come New York.

Amsterdam divenne estremamente ricca e nel giro di cinquant’anni quadruplicò la sua popolazione, costruendo i quartieri che oggi formano il centro storico. La maggior parte dei 6800 edifici storici protetti oggi risalgono a quell’epoca. L’abbondanza economica permise la realizzazione di una vasta rete di canali: nel 1610 furono scavati il Singelgracht, il Browersgracht e il Leidsegracht, tutti collegati all’Amstel tramite gli assi principali di Herengracht, Keizersgracht e Prinsengracht. Questi canali, serviti da 1281 ponti, conferirono ad Amsterdam il soprannome di “Venezia del Nord” o “Regina del Seicento”, un secolo che vide anche il fiorire di un Rinascimento artistico con maestri come Rembrandt, Vermeer e Hals.

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PRIMO GIORNO

Iniziando dalla stazione Centraal, la visita può partire dal Jordaan, creato nel XVII secolo per accogliere i rifugiati protestanti dalla Francia. Questo quartiere, come il resto del centro, è caratterizzato da palazzi che si riflettono nei canali, testimonianza del Secolo d’Oro. Le case, con timpani ornati e travi con ganci (ancora utilizzati per i traslochi), erano abitate dai mercanti. Gli immobili erano stretti e alti, poiché le tasse erano calcolate in base alla superficie occupata e al numero di finestre.

Negli anni ’60 e ’70 del Novecento, Amsterdam fu influenzata dall’utopia dei Provos, con la libera circolazione della marijuana e le biciclette bianche, diventando un mosaico di destini diversi e una fucina di controculture e stili di vita eccentrici. Il Jordaan si trasformò in un quartiere bohémien, popolato da giovani che vivevano in houseboat lungo i canali. Oggi è un quartiere residenziale esclusivo con boutique di lusso, studi di design, caffè e ristoranti.

Il Prinsengracht ospita la Casa di Anna Frank, trasformata in un museo in memoria della persecuzione nazista degli ebrei. All’opposto del Jordaan si trova De Wallen, il famoso quartiere a luci rosse con le donne in vetrina. Attraversando questo quartiere si raggiunge De Waag, l’edificio più antico della città con oltre 500 anni di storia, che ospita mostre hi-tech della Waag Society.

Amsterdam, De Waag (foto Marco Moretti)

Pochi minuti a piedi e si giunge a Waterlooplein, dove dal 1880 si tiene un mercato delle pulci con 300 banchi che vendono abiti usati, giubbotti di cuoio, monili esotici, t-shirt, artigianato orientale, vinili, libri usati, poster e chincaglierie.

Proseguendo lungo l’Amstel si arriva al Bloemenmarkt, il mercato dei fiori sulla sponda del Singelgracht, un trionfo di tulipani di ogni colore, giacinti, narcisi, rose, garofani e orchidee. Si passa poi per Rokin, il quartiere del commercio dei diamanti, fino a raggiungere la piazza Dam con il sobrio palazzo reale.

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SECONDO GIORNO

Il Rijksmuseum offre la più vasta esposizione di arte con 80 gallerie su quattro piani che abbracciano dal Rinascimento olandese alla moda contemporanea. Ospita 3 dipinti di Johannes Vermeer e 4 di Rembrandt, tra cui la famosa ‘Ronda di notte’. Si approfondisce l’opera di questo pittore alla Rembrandt Huis, il museo allestito nella casa dell’artista, dove oltre all’ambiente d’epoca e a 250 opere (soprattutto acqueforti), si scoprono aspetti della sua vita, dall’arrivo ad Amsterdam da Leida nel 1632, ai lauti guadagni e alla bancarotta nel 1657 a causa della passione per il collezionismo di oggetti esotici.

Amsterdam, Rokin, negozio di diamanti (foto Marco Moretti)

In crisi per l’overtourism (1.800.000 visitatori l’anno) ma imperdibile è il Van Gogh Museum, aperto nel 1973, che rappresenta la più grande collezione legata al post-impressionista olandese con più di 200 dipinti e 500 disegni.

Per una pausa nel verde, si visita il Vondelpark, con al centro il Blauwe Theehuis, una birreria a forma di disco volante. Accanto, un teatro all’aperto offre spettacoli di ogni tipo durante l’estate. Negli anni ’60 e ’70, il Vondelpark ospitava concerti rock all’aperto e in estate veniva trasformato in un dormitorio dalle migliaia di giovani hippie che consideravano Amsterdam il ‘centro cosmico’ del vecchio continente. A testimonianza di quell’epoca, vicino a Leidseplein, è ancora attivo il Melkweg, l’ex centrale del latte trasformata nel 1973 nel principale centro di controcultura con concerti, teatro, cinema, galleria d’arte e vendita di droghe leggere.

Amsterdam, ristorante sui canali (foto Marco Moretti)

CENA

Amsterdam vanta una cucina etnica dominata soprattutto da quella indonesiana. Gli olandesi hanno inventato il rijsttafel, un piatto di riso servito con un’infinità di assaggi di piatti indonesiani (fino a 40), una delizia da non perdere. D’Vijff Vlieghen è un ristorante-museo che, situato in cinque case sui canali, serve cucina olandese tradizionale tra acqueforti di Rembrandt; è considerato un’opzione costosa. I famosi formaggi olandesi sono serviti a colazione dagli ostelli agli hotel a 5 stelle. Un gustoso e nutriente snack tipicamente olandese è il panino con filetto di aringa cruda e cipolla tritata.

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INFORMAZIONI

– Amsterdam 750

– Turismo Amsterdam

– Turismo Olandese

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