Ayers Rock: 48 ore nel cuore sacro aborigeno, a 40 anni dalla restituzione

Di : Lorenzo Dalmoro

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รˆ stato nell’ottobre del 1985 che il governo di Canberra ha riconosciuto ai nativi Aแน‰angu i diritti di proprietร  su Ayers Rock, un monolite che rappresenta un simbolo iconico dell’Australia e che si trova al centro rosso del continente. Questo sito era giร  parte del Parco Nazionale di UluแนŸu-Kata Tjuแนฏa dal 1958 e venne proclamato patrimonio dell’umanitร  dall’UNESCO.

Per la comunitร  Aแน‰angu, cosรฌ come per le tribรน Yakuntjatjara, Mantuntjara e Pitjantjatjara, che abitano i deserti del centro dell’Australia, Uluru รจ conosciuto come ‘Madre Terra’. Questo sito, insieme alla vicina formazione rocciosa delle Olgas, รจ considerato sacro e rappresenta un elemento cruciale nella loro cosmologia totemica. Ogni angolo di Uluru, dalle grotte ai massi fino agli anfratti, รจ impregnato delle leggende degli Antenati creatori, figure centrali del Tjukurapa, ovvero il ‘Tempo del Sogno’. Quest’epoca leggendaria รจ perpetuata dagli aborigeni attraverso percorsi rituali e celebrazioni nelle caverne del monolito. L’omissione di questi riti potrebbe, secondo le credenze aborigene, portare alla realizzazione di una profezia che prevede la fine del Tempo del Sogno e la conseguente scomparsa di tutte le forme di vita. Questo collegamento mitologico evidenzia la tragedia di un popolo che ha visto i propri luoghi sacri violati dai rumori di milioni di turisti fino al 2019, anno in cui, dopo continue richieste degli Aแน‰angu, รจ stato proibito ai visitatori di scalare il monte sacro.

Turisti ad Ayers Rock (courtesy Tourism Australia)

I racconti della creazione sono illustrati attraverso pitture rupestri sulla roccia arenaria, datate a circa 10.000 anni fa mediante carbonio-14, e migliaia di buchi che punteggiano le pareti di Ayers Rock, descritti dalle guide Aแน‰angu come le tracce lasciate dalle lance lanciate contro gli Antenati. Tra i luoghi di maggiore rilievo rituale si annoverano Djudajabbi, un sito di iniziazione femminile, e Ngaltawadi, il cui nome significa ‘coda di canguro’ e che corrisponde a una grande lastra di roccia attaccata al monolito solo alle estremitร .

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PRIMO GIORNO

La strada asfaltata, fiancheggiata da terra rossa e sabbia, si estende fino all’orizzonte, dove la monotonia del paesaggio รจ interrotta dalla presenza imponente di Ayers Rock, il piรน grande monolito del mondo, lungo 3600 metri, alto 348 metri e con una circonferenza di 9 km. Questo gigante geologico, come le 36 rocce del gruppo vicino del Monte Olgas, si รจ formato da un particolare tipo di roccia arenaria chiamata arcose, ricca di feldspato, depositatasi 600 milioni di anni fa quando il centro dell’Australia era sommerso dall’oceano. Movimenti orogenetici successivi hanno sollevato questi depositi, formando strati di arenaria che sono stati poi erosi dagli elementi atmosferici.

Il panorama รจ mozzafiato: รจ possibile trascorrere l’intera giornata ammirando i cambiamenti cromatici della roccia, che passa dal grigio al marrone, al rosa, al giallo, all’arancione, al rosso, al viola, al blu e al nero, dall’alba al tramonto.

Sul sentiero che circonda il monolito, si trova la sorgente di Maggie Springs, circondata da una vegetazione lussureggiante che contrasta con il rosso della roccia. Il sentiero offre anche un’opportunitร  per esplorazioni naturalistiche, archeologiche e paesaggistiche: nel parco vivono 150 specie di uccelli, 22 specie di mammiferi, alcune specie di rane e numerosi rettili, oltre a 400 specie di piante.

Ayers Rock (courtesy Tourism Australia)

I luoghi sacri agli aborigeni sono segnalati da cartelli che ne vietano l’accesso. Tutti i percorsi intorno alla montagna sacra sono regolamentati, molte aree sono off-limits, in altre รจ proibito scattare foto, e l’uso di droni รจ sempre vietato. Tutte le direttive sono fornite dai ranger al quartier generale del parco. Vicino si trova il Centro Culturale Aแน‰angu, dove strumenti multimediali raccontano la storia di Uluru, introducono all’arte aborigena e ai miti del Tempo del Sogno, e negozi di artigianato e gallerie espongono e vendono manufatti e opere d’arte degli aborigeni. Imperdibile รจ il tramonto su Ayers Rock.

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Aborigeno suona didgeridoo (foto Marco Moretti)

SECONDO GIORNO

A circa 30 km a ovest di Ayers Rock si trovano le Olgas, note agli aborigeni come Kata Tjuta, che significa ‘molte teste’ a causa della forma arrotondata dei 36 monoliti di arenaria che compongono il gruppo. Il piรน alto รจ il Monte Olgas, che raggiunge i 546 metri. Diversi sentieri permettono di esplorare queste formazioni, ma รจ consigliabile munirsi di una mappa presso i ranger, che forniscono anche istruzioni sui luoghi vietati. La regione ha un aspetto labirintico e non sono rari i casi di turisti che si sono smarriti. In due ore di cammino si puรฒ visitare la bellissima Olga Gorge, chiamata Tatinjawiya dagli aborigeni. Piรน impegnativa รจ la Valley of the Winds, un percorso di 7 km che richiede tra le due e le tre ore di cammino.

Yulara รจ il centro di servizio ai margini del parco nazionale, situato a 18 km da Ayers Rock e a 37 km dalle Olgas. Qui sono presenti hotel, ristoranti, pub, un centro commerciale, un supermercato, negozi di souvenir, una banca, un ufficio postale, la polizia e i vigili del fuoco. Gli operatori turistici offrono svariati tour nella regione e c’รจ anche un Centro Informazioni del Visit Northern Territory.

CENA

A Yulara si puรฒ scegliere tra diversi ristoranti. Predomina la cucina australiana con barbecue e rump steak (bistecca spessa due dita), ma sono disponibili anche opzioni vegetariane. I prezzi sono generalmente piรน alti della media. Le opzioni piรน economiche si trovano nelle caffetterie, non essendoci fast food.

INFORMAZIONI

– UluแนŸuโ€“Kata Tjuแนฏa National Park

– Visit Northern Territory

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