La Scomparsa di David Bowie e il Suo Ultimo Capolavoro
Il 10 gennaio 2016, il mondo della musica ha perso uno dei suoi più grandi interpreti, David Bowie, conosciuto anche come il Duca Bianco. Proprio due giorni prima di lasciarci, in coincidenza con il suo sessantanovesimo compleanno, Bowie aveva rilasciato ‘Blackstar’, un album che segnava l’ultima fatica di un artista completo: cantautore, musicista, attore, mimo, pittore e molto altro. Bowie ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo dell’arte con oltre 100 milioni di dischi venduti e la partecipazione a trenta film. Dopo la sua morte, la rivista Rolling Stone lo ha definito la più grande rock star di sempre.
Il cancro al fegato, conseguenza di anni di abuso di alcol e droghe, pose fine alla vita di questo iconico personaggio. Bowie morì nella sua casa di Manhattan, situata al 285 di Lafayette Street, un edificio di lusso con un giardino pensile. Rispettando le sue volontà, Bowie fu cremato il 12 gennaio senza alcuna cerimonia funebre e le sue ceneri furono portate a Bali, Indonesia, dove furono sparse seguendo un rito buddista, scelta che rifletteva più un’estetica personale che una convinzione religiosa, data l’eterogeneità culturale dell’isola.
Le Metropoli della Vita di Bowie
La vita e la carriera straordinaria di David Bowie si sono sviluppate principalmente in tre grandi città: Londra, Berlino e New York. Nato l’8 gennaio 1947 a Brixton, Londra, da una madre cameriera irlandese e un padre impiegato, Bowie, al secolo David Robert Jones, ebbe origini piuttosto umili. Tuttavia, il suo destino era tutt’altro che ordinario.
Bowie non fu solo una pop star dal look androgino ma divenne anche un simbolo di sensualità sia per il pubblico eterosessuale che gay, grazie alla sua dichiarata bisessualità. Le sue relazioni, come quella con Iggy Pop con cui visse per tre anni a Berlino, e i racconti della prima moglie Angie su episodi come quello con Mick Jagger, sono esempi delle sue trasgressioni, tipiche degli anni Settanta, un periodo di ribellione contro le convenzioni sociali.
La sua educazione a Brixton e i successivi traslochi nei sobborghi di Londra portarono Bowie a frequentare diverse scuole, culminando nella sua formazione alla Bromley Technical High School. Qui, giovanissimo, formò la sua prima band e iniziò a muovere i primi passi nel mondo della musica. L’adozione del nome d’arte David Bowie, ispirato dall’eroe texano Jim Bowie, segnò l’inizio formale della sua carriera artistica.
Studi di arte drammatica, prime esibizioni e successi discografici si susseguirono fino alla storica performance di ‘Ziggy Stardust’ al Rainbow Theatre di Finsbury Park, curata dal coreografo Lindsay Kemp, che segnò una rivoluzione nel concetto di spettacolo live.
Berlino e la Trilogia
Il trasferimento a Berlino Ovest nel 1976 fu un tentativo di disintossicarsi, vissuto insieme alla rock star americana Iggy Pop. In questa città Bowie trovò nuova ispirazione e produsse la cosiddetta ‘Berlin Trilogy’, lavorando nei celebri Hansa Studios. La sua permanenza a Berlino fu un periodo di intensa creatività, durante il quale Bowie si immerse completamente nella cultura e nell’arte locale.
Il Ritorno a Londra e il Trasferimento a New York
Dopo Berlino, Bowie fece ritorno a Londra dove partecipò a eventi significativi come il Freddie Mercury Tribute Concert. Successivamente, si trasferì a New York, dove visse con la sua seconda moglie, la modella somala Iman. Qui registrò in studi prestigiosi e celebrò significativi eventi della sua vita, continuando a influenzare il mondo della musica fino al suo ultimo giorno.
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