Omicidio Sergio Ramelli: Scopri gli eventi scioccanti che seguirono!

Di : Lorenzo Dalmoro

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La Presidente Meloni Ricorda Sergio Ramelli

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha condiviso ieri un messaggio video in occasione dell’anniversario della scomparsa di Sergio Ramelli, un giovane di diciotto anni e attivista del Fronte della Gioventù, organizzazione legata al Movimento Sociale Italiano. Ramelli perse la vita il 29 aprile 1975, a seguito di un brutale attacco da parte di alcuni esponenti di gruppi di sinistra. Nel video, Meloni ha menzionato anche l’emissione di un francobollo dedicato a Ramelli, parte delle numerose iniziative per commemorare il cinquantesimo anniversario della sua morte, descrivendo il suo decesso come un “sacrificio” che è diventato un “simbolo per i militanti di destra”.

La tragica fine di Ramelli è uno degli eventi più noti degli “anni di piombo”, un periodo di intensa violenza politica in Italia tra gli anni sessanta e settanta, caratterizzato da attentati, omicidi e forti tensioni tra l’estrema destra e l’estrema sinistra. Riprendendo una frase spesso utilizzata per criticare alcuni intellettuali di sinistra degli anni Settanta, definiti “cattivi maestri”, Meloni ha esortato i giovani dell’età di Ramelli a non lasciarsi sedurre da “falsi profeti e cattivi maestri”, ma piuttosto a “coltivare la libertà, inseguire la bellezza e difendere le proprie idee con forza e amore, come faceva Sergio”.

Nel corso degli anni, l’anniversario della morte di Ramelli è diventato occasione per raduni e celebrazioni di stampo neofascista. Anche quest’anno, gruppi come Forza Nuova, Rete dei Patrioti, CasaPound, Lealtà Azione-Hammerskin, Veneto Fronte Skinheads e Comunità militante dei Dodici Raggi hanno organizzato una marcia serale a Milano, partendo da piazzale Gorini fino a via Paladini, dove Ramelli fu attaccato. Queste manifestazioni solitamente si concludono con il grido di un leader neofascista che intona per tre volte “Camerata Sergio Ramelli”, seguito dal saluto romano dei partecipanti.

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Dettagli e Consequenze dell’Aggressione a Ramelli

Le circostanze dell’omicidio di Ramelli sono tra le poche completamente chiarite degli “anni di piombo”. Membro del Fronte della Gioventù, Ramelli aveva partecipato alla manifestazione missina del 12 aprile 1973, quando l’agente Antonio Marino perse la vita a causa di una bomba. Minacciato e già vittima di precedenti aggressioni, Ramelli aveva abbandonato l’Istituto tecnico Ettore Molinari per una scuola privata. Il 13 marzo 1975, mentre parcheggiava il suo motorino, fu brutalmente aggredito con chiavi inglesi e lasciato in gravissime condizioni, dalle quali non si riprese più, morendo il 29 aprile dopo un lungo intervento chirurgico.

Durante i giorni tra l’aggressione e la morte di Ramelli, la tensione a Milano era palpabile. Il 16 aprile, dopo un incontro casuale tra giovani di sinistra e militanti fascisti, uno di questi ultimi, Antonio Braggion di Avanguardia Nazionale, sparò e uccise Claudio Varalli, un diciottenne vicino ai movimenti studenteschi di sinistra extraparlamentare. La risposta non si fece attendere, con un grande corteo di sinistra che si scontrò violentemente con le forze dell’ordine, culminando con la tragica morte di Giannino Zibecchi, investito da un mezzo dei carabinieri.

A seguire, il 29 aprile 1976, Enrico Pedenovi, avvocato e militante del Movimento Sociale Italiano, fu assassinato a Milano. Gli autori del delitto furono esponenti di Prima Linea, in quello che fu descritto come rappresaglia per precedenti violenze. Le indagini portarono alla condanna all’ergastolo di alcuni membri del gruppo e a sentenze diverse per altri coinvolti.

Le celebrazioni del 29 aprile, oltre a Ramelli, ricordano anche altre figure chiave del neofascismo e della Repubblica Sociale Italiana, come Enrico Pedenovi e Carlo Borsani. Ogni anno, questo giorno solleva attenzioni e polemiche, specialmente per i simboli e le modalità delle cerimonie, che spesso includono elementi e gesti fascisti, provocando reazioni anche nelle amministrazioni locali e nelle comunità antifasciste.

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