Weekend di primavera: 7 laghi del Centro Italia

Sapevate che Vagli custodisce una piccola Pompei e che Bracciano è pieno di tesori sul suo fondale? Se volete saperne di più, venite con noi, in viaggio tra le aree lacustri più interessanti e suggestive del centro Italia.

Toscana: Vagli e la piccola Pompei

Questo set cinematografico naturale ha ispirato Giovanni Veronesi per Il mio West. Siamo a Vagli, in Garfagnana, ai piedi delle Alpi Apuane, un piccolo comune famoso per il gioco del “vedo e non vedo”: il suo lago artificiale, il più grande della regione, infatti, nasconde nelle sue profondità il paesino trecentesco di Fabbriche di Careggine.

La storia inizia nel 1946 quando le acque del fiume Edron, sbarrate da una diga costruita per produrre energia idroelettrica, ricoprirono Fabbriche e Piari. Da allora, in occasione dei lavori di manutenzione, il lago viene svuotato facendo rivivere l’antico borgo medievale. Questo straordinario evento si è verificato solo 5 volte (1958, 1974, 1983, 1994, 2004), quando l’Enel, proprietaria della diga, decide quando è necessario.

Se siete in zona, visitate anche le cave di marmo delle Apuane, il vecchio paese di Vagli Sotto con le sue tipiche case in pietra e la splendida chiesa romanica di S. Agostino (sec. XI). Scendendo verso Sud puntate a Castelvecchio Pascoli: dalla casa-museo del poeta si ascolta il rintocco delle campane del Duomo di Barga, che ispirarono “L’ora di Barga”. La Garfagnana si rivela emozionante anche a Vergemoli, con la Grotta del Vento, e a Borgo Mozzano, che fa bella mostra del suggestivo Ponte del Diavolo. Ultima tappa il Teatrino di Vetriano, il teatro pubblico più piccolo del mondo: palcoscenico, platea e galleria in 71 mq.

Umbria: il Trasimeno

Leggenda vuole che il bacino ricordi il principe Trasimeno, figlio del re etrusco Tirreno, che in questi luoghi conobbe la ninfa Agilla. Dal loro incontro nacque un grande amore che finì tragicamente con la morte del principe. Si dice che, quando il vento accarezza le acque, si possa ancora udire il malinconico lamento di Agilla, che piange alla ricerca del suo amato.

Le prime cose da visitare al Trasimeno sono l’Oasi La Valle, l’isola Polvese e l’isola Maggiore. L’Oasi è la parte naturalistica più interessante di tutto il comprensorio, perché, grazie alle acque basse e ai numerosi canneti, è zona di sosta e di nidificazione di migliaia di uccelli migratori. L’isola Polvese, area protetta al centro del Trasimeno, conserva importanti memorie storiche come la chiesa di San Secondo, il Monastero Olivetano, la chiesa di San Giuliano e un castello restaurato del XIV secolo. Poi c’è la Piscina del Porcinai o Giardino delle Piante Acquatiche, realizzata alla fine degli anni Cinquanta dal paesaggista Pietro Porcinai. Infine la Maggiore, l’unica isola abitata del Trasimeno (18 persone), che si eleva a settentrione. Suggestive sono le passeggiate tra ulivi, cipressi, lecci e pioppi, lungo i sentieri che la circondano e l’attraversano. Suggestivo è il piccolo borgo situato sulla costa occidentale, che conserva l’aspetto di un villaggio quattrocentesco creato dai pescatori, dove l’attività principale delle donne è il merletto a punto d’Irlanda.

Se avete qualche altra ora da spendere, fate un salto a Panicale, là dove nacque Masolino. Il maestro di Masaccio era proprio di questo borgo che guarda sui collo umbro-marchigiani e sul Lago Trasimeno. Dentro le mura, spazio alle bellezze architettoniche: il Palazzo Pretorio del Trecento, la Collegiata di San Michele Arcangelo di epoca longobarda, il Palazzo del Podestà del XIV secolo e il Teatro Cesare Caporali, impreziosito da stucchi e medaglioni.

Lazio: Bolsena

“Nel Grande lago d’Italia in territorio Tarquiniense, si muovono due isole boscose spinte dai venti, mostrando una forma ora triangolare ora rotonda, mai quadrata”. Giunti a Bolsena, la prima cosa da fare, per ritrovarvi nella descrizione di Plinio il Vecchio, è percorrere i 60 chilometri di strada che lo costeggiano. La seconda è entrarci più direttamente in contatto.

Allora fermatevi a sud-ovest, a Capodimonte, che già da solo vale una visita, e salite in barca. Vi aspetta la proprietà privata della famiglia dei principi del Drago, ovvero l’isola Bisentina, famosa per la bella rocca Farnese e per il Palazzo Poniatowski del Valadier. Sull’isola si trovano l’edicola di Sangallo, la chiesa dei santi Giacomo e Cristoforo, il convento francescano e le rovine della Malta dei Papi, cioè le carceri scavate nel tufo, destinate agli ecclestiastici che si macchiavano di eresia.

A poco più di un chilometro dalla costa sud, si innalza la rupe della più piccola isola Martana. Ha una superficie di 10 ettari ed è privata. Curioso il fatto che, sul lato meridionale, si apra una specie di pianura circondata dal lago, dove affiora una sorgente di acqua minerale gassata.

Lazio: Vico

Spingedovi oltre Viterbo, incontrerete uno dei laghi più belli e integri d’Italia, totalmente immerso nel verde. Parliamo del Lago di Vico, risultato dell’attività vulcanica di Vicano, che modellò tutto il territorio circostante fino al Tevere. Quelle trasformazioni geologiche sono riconoscibili nei crinali della conca craterica che circoscrivono il lago e nei boschi di faggi e querce. Dopo l’istituzione della Riserva Natuale del Lago di Vico, nel 1982, sono subentrati vincoli paesaggistici e ambientali che hanno sottratto il territorio alla cementificazione selvaggia. Vico è la meta ideale per le famiglie in cerca di relax, per gli amanti della pesca e del bird watching, per gli escursionisti (almeno 7 gli itinerari a piedi) e per i velisti.

Lazio: Bracciano

A pochissimi chilometri da Sutri, troviamo il Lago di Bracciano o Lago Sabatino, Parco Regionale dal 1999 e importante riserva idropotabile. Infatti, grazie all’acquedotto Paolino (dal nome di papa Paolo V), l’acqua del lago arriva in alcune zone di Roma. Sport e relax sono in cima alla lista delle cose da fare. Per gli amanti del movimento ci sono le escursioni (a piedi e in bicicletta, in pedalò o kayak), la pesca, la vela e il windsurf. Bracciano, infatti, è vietato alle imbarcazioni a motore e consente di veleggiare in tranquillità. Per gli amanti della pace, invece, ci sono le spiagge dove venire coccolati dal sole.

Per i turisti, da non perdere Borgo di Bracciano e il Bastione della Sentinella, che offre una vista mozzafiato sul lago; poi il Castello Orsini Odescalchi, il Duomo di Santo Stefano e la chiesa di Santa Maria del Riposo, del XVI secolo.

Lazio: un ultimo “Salto”

Siamo arrivati alla fine del viaggio. Macinate qualche altro chilometro per dirigervi verso l’entroterra, verso Rieti e il confine con l’Abruzzo. Ci sono altri due bacini molto interessanti: Salto, il più grande lago artificiale del Lazio, creato nel 1940 dallo sbarramento del fiume omonimo e punto di riferimento per gli appassionati di wakeboard (a metà tra lo sci nautico e lo snowboard); e il vicino lago del Turano, con cui il Salto condivide le acque tramite un canale artificiale lungo circa 9 km.

Concludete con una visita a Castel di Tora, il borgo sulle rive del lago del Turano e circondato da boschi, sul quale si allunga l’istmo di Monte Antuni, con un bellissimo castello medioevale. La torre poligonale della fortezza, costruita su una roccia a strapiombo e affiancata da un palazzo settecentesco, risale all’XI secolo, quando Castel di Tora faceva parte dei domini feudali della potente abbazia di Farfa.

Margherita Tizzi

Giornalista, scrive su Vogue Italia, Amica e Grazia. È co-founder di Eccetera, studio specializzato nella creazione di progetti editoriali su misura, online e offline. E, dal 2013, su questo webzine racconta storie di luoghi, di fatto a mano e made in Italy, di cultura, arte e lifestyle.

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